Scopri il nostro progetto fotografico "Diario di una nascita rispettata. ​Partorire in casa al tempo del Covid-19".

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PARTO IN CASA

La tua casa, il tuo nido, il tuo luogo sicuro.

Quale miglior luogo per dare alla luce la vita che porti in grembo? 

Partorire in casa propria è una scelta importante, una grande fortuna. 

Si ha libertà di provare emozioni intense in modo intimo, circondate solo da persone che si conoscono profondamente e di cui ci si fida ciecamente, ostetriche che da mesi seguono la gravidanza nel processo di accompagnamento alla nascita.

Grazie al loro aiuto è possibile arrivare al momento del parto in modo consapevole, consce di tutti i fattori di rischio ma in modo del tutto controllato e sicuro.

I bambini vengono accolti nel rispetto dei bisogni e delle emozioni della mamma, rendendo partecipe anche il papà. Un'esperienza intensissima per la coppia. 

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A volte sogni qualcosa in modo molto intenso e immagini chiaramente come potrebbe essere nella realtà. 

Ho sempre desiderato immortalare l'attimo in cui nasce una vita.

Ho visto Sole venire al mondo e questa è stata una delle emozioni più forti di tutta la mia vita. 

Ho deciso di intervistare, insieme alla mia assistente, i neo-genitori Alice e Daniele per condividere insieme a tutti voi,  le emozioni di questo evento indimenticabile, attraverso le loro parole ed i miei scatti.

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Ciao Alice, raccontaci la tua incredibile esperienza

 

Era il pomeriggio del 1 agosto… Un pomeriggio trascorso come quelli precedenti, esco un’oretta per andare con la mia amica Nancy a prendere un altro regalo per il piccolo Bernardo, che avrebbe compiuto gli anni il giorno dopo. Io ed il mio pancione saremmo andati alla sua festa di compleanno e non vedevo l’ora.

 

Mangio il mio gelato preferito e vado in negozio dalla mia amica Claudia per salutarla. Sono seduta sul divano e alle 18:30, mentre parliamo del più e del meno, sento un rumore strano in pancia, ma non ci do molto peso.

 

Dopo pochi minuti ecco che comincio a sentir scendere qualcosa di caldo. “Claudia, ho rotto le acque“, con tutta la nonchalance di questo mondo, vado in bagno, lei terrorizzata già si aspettava un parto in negozio tipo film, ma io che ero stata preparata bene, sapevo che il travaglio sarebbe potuto partire con molta calma o addirittura non partire . Quindi con tutta la lucidità del mondo chiamo la mia ostetrica Chiara Ferrario di Mum to Be Abbiategrasso e le dico: "senti penso di aver rotto il sacco". Lei mi fa alcune domande e mi comunica che mi avrebbe visitata a casa verso le 20:00.

 

Io avevo dei dolorini leggeri simili a quelli del ciclo, così Claudia mi ha accompagna alla macchina. Chiamo il mio compagno Daniele, lo avviso, lui rimane sconvolto dalla mia tranquillità e mi dice che avrebbe chiuso il negozio per venire subito a casa.

 

Passo da mia madre per prendere la mia cagnolina Wendy, ma appena arrivata sotto casa sua mi dice: “Wendy la tengo io, volevo solo vederti“, già sapeva come sarebbe andata quella notte.

Quali emozioni provavi?

Ero tranquilla, ma cominciavo a sentirmi emozionata, qualcosa si stava smuovendo. Sole mi aveva rotto il sacco ed io perdevo liquido di continuo.

 

Arrivata a casa cos’hai fatto?

Arrivata a casa, mi sono buttata in doccia e ho aspettato Chiara. Il mio compagno Daniele aveva già la faccia terrorizzata (lui dirà di no ma io ve lo assicuro).

Arrivata Chiara sentiamo il battito di Sole: tutto perfetto.

Controlliamo il liquido: colore ok.

Valutiamo la situazione ed era tutto molto tranquillo, Chiara non mi ha visitata internamente, ma come al solito dalla pancia abbiamo sentito che la testa di Sole era ancora alta. Chiara mi dice: “se te la senti vai pure a cena, fatevi la vostra serata, se occorre, passo per mezzanotte a visitarti“.

 

Dopo la visita dell’ostetrica, come stavi?

Io mi sentivo bene, avevo un po’ di dolorini, che mi viene da ridere a chiamarli dolori, non volevo stare con il pensiero del travaglio, altrimenti non si sarebbe mosso nulla, così usciamo.

 

Con le acque rotte hai deciso di uscire per una serata?

Sì, ho cercato di rilassarmi andando a cena in compagnia.

Quel vestito rosso aderente rimarrà nella storia dei look!

Sono iniziate le prime contrazioni molto leggere, ho avvisato tutta la tavolata. Respiravo e chiudevo gli occhi monitorando gli intervalli e la durata. Poi la situazione si è calmata. Eravamo seduti all’aperto ed ha iniziato a piovere.

Chiara mi ha mandato un video, c’erano la luna Rosa e i lampi rosa... Non so come, ma c’è stata una connessione con il cielo rosa fin da quando ho fatto il test di gravidanza.

La serata prosegue e verso le 23:00 chiedo a Daniele, che poverino non aveva mangiato nulla, di portarmi a casa.

 

Non ti sentivi bene?

Mi sentivo strana, volevo andare a casa e i dolorini cominciavo a non volerli più gestire da seduta. Però mi spiaceva che lui avesse fame, così in macchina ho chiamato per fargli portare una pizza a casa, ma la pizzeria era chiusa. Gli ho proposto di andare al Mc Donald ma lui non ha accettato.

 

La situazione a casa è migliorata?

A mezzanotte Chiara è venuta a visitarmi, io ero in doccia con l’acqua calda sui reni e sulla pancia, mi dava sollievo. Lei mi ha consigliato di mettermi a riposare con la borsa dell’acqua calda e mi ha detto che ci saremmo riviste dopo qualche ora ....

Nel frattempo va via la luce, in doccia non arrivava acqua calda. 

Mi metto a letto, ma niente, i dolori aumentano. Chiara mi ha detto che ci sarebbe voluto ancora molto tempo, io mi aspettavo, ore e ore così, mi sono messa sul divano, ho dormito mezz’ora mentre Daniel mangiava la pizza e mi sono svegliata con dei dolori che non riesco a descrivere.

 

 

L’ora X si avvicinava?

Non riuscivo a stare in piedi, nè seduta, nè per terra, nè a gattoni, nè piegata, nè FERMA!

Camminavo ed imprecavo, ecco in quei momenti mi è venuto il panico.

Erano le 02:00 circa: ”Dani chiama Chiara dille di venire subitoooooooo”, “no, aspetta, la chiamo io” (questo in un momento di pausa).

Lei mi risponde al volo e mi chiede come sono i dolori , io nemmeno riesco a risponderle passo il cellulare a Daniele e da lì i ricordi sono confusi.

Gli dico di gonfiarmi subito la piscina travaglio, poi lo abbraccio, piango, impreco, gli dico che sto per morire e che non ce la faccio, non lo so, ero disperata.

Il dolore non è mai nè diminuito nè aumentato, è sempre stato così a 1000 dalle 2.30 in avanti. Uno strazio! 

Pensavo “ma non dovevo stare bene tra una contrazione e l’altra?!” Invece avevo dolori ovunque anche nelle pause ma cercavo di concentrarmi di riposare e mettere in pratica tutto ciò che avevo appreso durante la gravidanza.

 

Cosa è successo dopo l'arrivo a casa vostra dell’ostetrica?
Mi sono sentita più sicura, avevo come l’impressione che avrei partorito di lì a breve, insomma pensavo “non posso stare peggio di così, non è umano un dolore simile “.

Sono entrata in vasca travaglio, che però non era mai della temperatura che volevo, e quindi nel mentre Daniel era lì che impazziva tra canna dell’acqua, telo piscina (che poverino si era dimenticato di mettere) e temperatura dell’acqua. Ad un certo punto nel mio stato di trans faccio uscire la canna e allago tutta la sala, per poco viene un infarto a quel povero ragazzo!

Poi ho perso la cognizione del tempo, alle 03:30 chiedo a Daniele di chiamare (non so con quale lucidità) Elena Razumovskaya di Oliva Studio Photography.

Nel mentre Chiara mi aiutava a gestire le contrazioni attraverso il respiro e la voce.

Ma io sentivo già di voler spingere, “Chiara io devo spingere “. La sua risposta: “Mh, Ali ti posso controllare, ti va se vediamo come sei messa ?” Così mi ha visitata e le ho chiesto: “Chiara sono dilatata?” Lei mi dice: “Certo sta andando tutto perfettamente, ma ci vuole ancora un po’, riposati“.

Poi vedo che si alza dice qualcosa a Daniele e va a telefonare alle altre nostre due ostetriche Eleonora Como e Valentina Bonomi. Solo il giorno dopo ho scoperto che ero già dilatata al massimo e che quindi dovevano essere tutte presenti il prima possibile.
Nel mentre arriva Elena la fotografa e arrivano le ostetriche. Io ero nel mio mondo, non capivo nulla, mi sentivo drogata, lì nella piscina cercavo di non vomitare, cercavo di non morire quando arrivavano le contrazioni e avevo caldo e freddo e caldo e freddo e sudavo come una matta.

A quel punto tutto il team era al completo per assistere alla nascita di Sole.

Loro mi guardavano, sorridevano, mi accarezzavano e parlavano tra di loro. Io imprecavo e chiedevo aiuto, ma loro con tutta la tranquillità del mondo mi rispondevano: “Alice ce la fai, certo che ce la fai”. Nessuna mi toccava se non per sentire il battito di Sole, se non per accarezzarmi e passarmi il panno freddo sulla testa. Ero sfinita.

 

Il tuo travaglio è stato relativamente breve, sei riuscita a gestire il dolore?

Sono state poche ore di dolore è vero, ma era un dolore troppo forte subito. Non ho avuto il tempo di capirlo e di abituarmici. Ogni contrazione però era più piacevole, perché finalmente potevo spingere!

Sentivo Sole che si faceva strada per arrivare da me, ogni spinta la sentivo scendere, ogni spinta mi sentivo una leonessa e potevo sfogare quel dolore verso il basso e finalmente assecondarlo .

Ad un certo punto Valentina mi ha detto che vedeva la testolina e che presto Sole sarebbe nata.... Il tutto sempre senza toccarmi e senza indicarmi come e quando spingere. Mi hanno completamente lasciata libera di fare, erano appoggiate alla piscina in silenzio, mi osservavano attentamente, lasciandomi libera di esprimere le emozioni che sentivo, una sensazione stupenda.

 

Ciò che si definisce un vero accompagnamento alla nascita. Come ti sei sentita all’arrivo di Sole?

Arrivano finalmente le ultime contrazioni.

Arriva finalmente la spinta che mi viene più naturale e potente del mondo.

Arriva il fuoco e finalmente lei esce, da sola, nell’acqua.

Sento: “ Auguri!!! Prendila... prendila...”
Ed ecco Sole con gli occhi spalancati che mi guarda ed io le dico: ”Ciao Amore, sono la tua Mamma“.

Dentro di me penso : ce l’ho fatta! Erano le 04:57. Una notte incredibile!

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